Come creare un business online | Accademia del business

Trading discrezionale, sistematico e algoritmico: quali sono le differenze?

trading discrezionale sistematico algoritmico

Quando si parla di trading, termini come trading discrezionale, trading sistematico e trading algoritmico vengono spesso utilizzati come se fossero sinonimi.

In realtà descrivono modalità molto diverse di prendere ed eseguire le decisioni operative.

Capire questa differenza è importante perché il modo in cui prendiamo una decisione di trading può influenzare profondamente non solo i risultati, ma anche la capacità di analizzare, testare e migliorare una strategia nel tempo.

In questo articolo vediamo cosa significa essere un trader discrezionale, un trader sistematico e un trader algoritmico, con esempi pratici.

Trading Algoritmico con AI


1. Trading discrezionale: la decisione passa dal trader

Il trading discrezionale è l’approccio nel quale il trader utilizza la propria esperienza, interpretazione del mercato e valutazione del contesto per decidere se e quando entrare in posizione.

Questo non significa necessariamente operare senza regole.

Un trader discrezionale può avere una strategia, dei criteri di ingresso, uno Stop Loss e un Take Profit.

La caratteristica fondamentale è che l’ultima decisione rimane affidata all’interpretazione del trader.

Un esempio pratico

Immaginiamo che un trader osservi XAUUSD, cioè l’oro.

Vede che il prezzo:

  • ha raggiunto una precedente area di massimo;

  • ha superato temporaneamente quel livello;

  • è rientrato rapidamente sotto il massimo;

  • sta mostrando una candela ribassista;

  • il mercato sembra essere in una zona di possibile inversione.

Il trader potrebbe pensare:

“Questo movimento sembra uno sweep della liquidità. Il prezzo ha preso i massimi e sta rientrando. Il contesto mi convince, quindi cerco un’operazione Short.”

Ma cosa significa esattamente “il contesto mi convince”?

Qui entra in gioco la discrezionalità.

Un altro trader potrebbe guardare lo stesso grafico e decidere di non entrare.

Oppure lo stesso trader potrebbe entrare oggi, ma non domani, perché considera il secondo contesto meno interessante.

Il vantaggio

La discrezionalità permette di tenere conto di informazioni difficili da trasformare in regole rigide.

Il trader può valutare:

  • struttura del mercato;

  • volatilità;

  • comportamento del prezzo;

  • contesto;

  • eventi particolari;

  • qualità percepita del setup.

Il problema

La discrezionalità introduce anche un elemento difficile da misurare:

il giudizio umano.

E il giudizio umano può essere influenzato da emozioni, esperienze recenti e bias.

Dopo tre operazioni perdenti, per esempio, un trader potrebbe diventare più prudente.

Dopo tre operazioni vincenti potrebbe invece sentirsi più sicuro e aumentare la propria aggressività.

Il problema non è necessariamente la discrezionalità in sé.

Il problema nasce quando le regole cambiano continuamente in funzione di ciò che è appena successo.


2. Trading sistematico: le decisioni vengono trasformate in regole

Il trading sistematico fa un passo ulteriore.

L’obiettivo è trasformare una strategia in un insieme di regole predefinite e ripetibili.

In questo caso non dovrebbe essere necessario chiedersi ogni volta:

“Secondo me questo trade è interessante?”

La domanda diventa:

“Le condizioni previste dal mio sistema sono presenti oppure no?”

Esempio

Riprendiamo lo stesso esempio dello sweep sui massimi.

Una strategia discrezionale potrebbe essere:

“Quando vedo uno sweep di un massimo e il prezzo sembra rientrare, cerco uno Short.”

Per trasformarla in una strategia sistematica dobbiamo essere molto più precisi.

Ad esempio:

Condizione 1
Il prezzo deve superare il massimo della candela precedente di almeno 0,10%.

Condizione 2
La candela deve successivamente chiudere nuovamente sotto quel massimo.

Condizione 3
L’ingresso Short avviene alla chiusura della candela.

Condizione 4
Lo Stop Loss viene posizionato sopra il massimo dello sweep.

Condizione 5
Il Take Profit viene posizionato a 2 volte il rischio.

Condizione 6
Il rischio per operazione è pari allo 0,5% del capitale.

Adesso non abbiamo più soltanto un’idea.

Abbiamo una serie di regole verificabili.

Se il setup si presenta, il sistema prevede un’operazione.

Se non si presenta, non si opera.


3. Il Trader Sistematico non deve necessariamente utilizzare un robot

Questo è uno dei concetti più importanti.

Trading sistematico e trading algoritmico non sono la stessa cosa.

Un trader può essere sistematico ed eseguire manualmente le proprie operazioni.

Per esempio, potrebbe avere davanti una checklist:

CHECKLIST SHORT

☐ Il prezzo ha superato il massimo definito?

☐ La candela ha chiuso nuovamente sotto il livello?

☐ Il setup si è verificato nel timeframe previsto?

☐ Lo Stop Loss rispetta la regola?

☐ Il rapporto rischio/rendimento è almeno 1:2?

☐ Il rischio è pari allo 0,5%?

Se tutte le condizioni sono soddisfatte, il trader esegue l’operazione.

In questo caso siamo davanti a trading sistematico, anche se l’ordine viene inserito manualmente.


4. Trading algoritmico: le regole vengono eseguite da un software

Il trading algoritmico aggiunge un ulteriore elemento.

Le regole del sistema vengono tradotte in un algoritmo che può essere eseguito da un software.

Per esempio, attraverso:

  • Expert Advisor su MetaTrader;

  • cBot su cTrader;

  • sistemi automatici sviluppati con altri linguaggi o piattaforme.

Riprendiamo la nostra strategia.

Abbiamo definito:

Se il prezzo supera il massimo di X, chiude nuovamente sotto X e tutte le altre condizioni sono rispettate, apri uno Short con determinato Stop Loss, Take Profit e gestione del rischio.

Queste istruzioni possono essere trasformate in codice.

A quel punto il software può:

  1. analizzare il mercato;

  2. individuare il setup;

  3. verificare le condizioni;

  4. calcolare la dimensione della posizione;

  5. aprire l’operazione;

  6. impostare Stop Loss e Take Profit;

  7. gestire la posizione;

  8. chiuderla secondo le regole previste.

Il trader non deve necessariamente essere davanti al grafico nel momento in cui si verifica il setup.


5. La vera differenza: chi prende la decisione?

Possiamo riassumere i tre approcci con una domanda molto semplice:

Trading discrezionale

Chi decide?

👉 Il trader, sulla base delle regole ma anche della propria interpretazione.

Trading sistematico

Chi decide?

👉 Le regole definite dal trader.

Il trader può eseguire manualmente.

Trading algoritmico

Chi decide ed esegue?

👉 Un algoritmo che applica automaticamente le regole definite dal trader.


6. Un esempio concreto dello stesso setup nei tre approcci

Immaginiamo un mercato che sta salendo e raggiunge un precedente massimo.

APPROCCIO DISCREZIONALE

Il trader osserva il grafico.

Vede un superamento del massimo, un rapido rientro e una candela ribassista.

Analizza il contesto e decide:

“Secondo me questo è un falso breakout. Entro Short.”

La decisione dipende anche dalla sua interpretazione.


APPROCCIO SISTEMATICO

Il trader ha stabilito in anticipo:

Se il massimo viene superato di almeno X punti e la candela chiude nuovamente sotto il massimo, allora si genera un segnale Short.

Non importa se il trader “sente” che il trade sia bello o brutto.

Se le condizioni sono rispettate, il segnale esiste.

Se non sono rispettate, il segnale non esiste.


APPROCCIO ALGORITMICO

Le stesse regole vengono inserite all’interno di un algoritmo.

Il software controlla continuamente il mercato.

Quando tutte le condizioni vengono soddisfatte:

→ apre automaticamente lo Short

e applica le regole di gestione del rischio stabilite.

In questo caso il processo può essere completamente automatizzato.


7. Sistematico e algoritmico possono anche coesistere

È importante non pensare a questi tre approcci come a tre categorie completamente separate.

Un trader può essere contemporaneamente:

Sistematico + Algoritmico.

Anzi, è proprio questa la combinazione che utilizzo nel mio percorso di trading.

La logica è:

IDEA → REGOLE → SISTEMA → ALGORITMO

Prima viene l’idea di trading.

Poi l’idea viene trasformata in regole precise.

Le regole diventano un sistema che può essere analizzato e testato.

Infine, quando ha senso farlo, il sistema può essere trasformato in un algoritmo.


8. L’AI non sostituisce necessariamente il trader

Qui arriviamo a un aspetto che considero particolarmente interessante.

Oggi l’intelligenza artificiale permette di accelerare alcune fasi della trasformazione di un’idea di trading in un sistema automatizzabile.

Ma c’è una distinzione fondamentale.

L’AI non dovrebbe necessariamente essere utilizzata per decidere quale strategia utilizzare al posto del trader.

Può essere utilizzata anche come strumento per:

  • formalizzare una strategia;

  • individuare ambiguità nelle regole;

  • trasformare condizioni qualitative in condizioni misurabili;

  • aiutare nella scrittura del codice;

  • analizzare risultati di backtest;

  • individuare possibili errori logici;

  • modificare e ottimizzare la struttura di un algoritmo.

Facciamo un esempio.

Un trader potrebbe dire:

“Voglio entrare quando il mercato fa uno sweep della liquidità e poi rientra nel range.”

Il problema è che “sweep della liquidità” può avere significati diversi.

Quanto deve essere superato il massimo?

Quanto velocemente deve avvenire il rientro?

La candela deve chiudere nuovamente dentro il range?

Quale timeframe utilizziamo?

Dove mettiamo lo Stop Loss?

Quale Take Profit utilizziamo?

Quando il concetto viene trasformato in condizioni precise, diventa molto più semplice testarlo.

Ed è qui che l’AI può diventare uno strumento di supporto interessante.


9. Attenzione: automatizzare non significa rendere profittevole una strategia

Questo è probabilmente il punto più importante di tutto l’articolo.

Un algoritmo non crea automaticamente un vantaggio statistico.

Se una strategia non funziona, trasformarla in un cBot o in un Expert Advisor non la farà funzionare magicamente.

Potremmo semplicemente ottenere:

una strategia perdente eseguita automaticamente.

Per questo il processo dovrebbe essere l’opposto:

Prima la logica.

Poi le regole.

Poi il test.

Poi l’analisi dei risultati.

Solo successivamente l’automazione.

E anche quando un backtest sembra molto interessante, bisogna considerare aspetti come:

  • overfitting;

  • costi di transazione;

  • spread;

  • slippage;

  • cambiamenti delle condizioni di mercato;

  • drawdown;

  • robustezza dei parametri;

  • differenza tra backtest e risultati reali.

Un sistema che funziona perfettamente su un periodo storico non è automaticamente un sistema robusto.


10. Quale approccio è migliore?

Non esiste una risposta universale.

Il trading discrezionale può essere adatto a chi vuole utilizzare maggiormente esperienza e interpretazione.

Il trading sistematico può essere interessante per chi vuole trasformare il proprio processo decisionale in regole più precise, misurabili e ripetibili.

Il trading algoritmico aggiunge invece la possibilità di affidare a un software l’esecuzione di quelle regole.

La domanda più interessante, quindi, non è:

“Qual è il metodo migliore?”

Ma:

“Quale parte del mio processo decisionale voglio rendere misurabile, ripetibile e, eventualmente, automatizzabile?”


Il mio approccio: trading sistematico e algoritmico

Personalmente mi sono avvicinato sempre di più al trading sistematico e algoritmico proprio partendo da un problema molto concreto: rendere il processo decisionale più strutturato e meno dipendente dalle emozioni del momento.

Non significa eliminare completamente il trader.

Significa cercare di trasformare un’idea in un processo che possa essere:

definito → testato → misurato → migliorato → eventualmente automatizzato.

Oggi utilizzo sia l’approccio sistematico sia quello algoritmico e condivido questo percorso attraverso i miei contenuti.

Non per promettere strategie vincenti o risultati facili.

Ma per mostrare cosa significa, concretamente, cercare di passare:

dal trading discrezionale al trading sistematico e, quando ha senso, al trading algoritmico.


Vuoi seguire questo percorso insieme a me?

Sul mio canale YouTube condivido esperimenti, strategie, sviluppo di sistemi, backtest e riflessioni sul passaggio dal trading discrezionale a un approccio sempre più sistematico e algoritmico.

Parlo anche di come utilizzare l’AI come strumento di supporto per trasformare le proprie idee di trading in regole e, quando possibile, in sistemi automatizzati.

Se questo argomento ti interessa e vuoi vedere il percorso nella pratica, ti invito a seguire il mio canale YouTube.

👉 Seguimi su YouTube e scopri il mio percorso nel trading sistematico e algoritmico.

Perché il vero obiettivo non è trovare il “robot magico”.

È imparare a trasformare un’idea in un processo che possa essere compreso, misurato e messo alla prova.